REPLAY NON NE HA: IL PARMA CALCIO E DON FISCER PER UN OSPEDALE IN CONGO

Don Roberto Fiscer con Hernan Crespo, Gianluca Musacci, Sebastian Giovinco, Rolf Feltscher, Stefano Morrone, Daniele Galloppa, Fabiano Santacroce, Antonio Mirante, Francesco Modesto e Sergio Floccari in una azione per beneficenza.

“REPLAY NON NE HA” – QUI IL VIDEO

“Replay non ne ha” è il titolo della canzone registrata dai giocatori del Parma Fc il 29 di dicembre, all’interno di un progetto musicale già sposato lo scorso maggio dal Genoa cfc e fortemente voluto da don Roberto Fiscer, per provare ad avvicinare i giovani alla fede attraverso il linguaggio della musica.
Nel brano “Replay non ne ha”, la vita viene paragonata ad una partita di calcio: “un calcio ad un pallone ti dà felicità ma un calcio alla tua vita che cosa ti darà?” e gli stessi giocatori questa volta sono scesi in campo con la voce anziché con le gambe per giocare una delle partite più importanti: quella della vita.
“Per noi – ha spiegato don Roberto Fiscer – è stata una bellissima esperienza lavorare con i giocatori del Parma. Il loro entusiasmo nel registrare la canzone significa che questo messaggio è importante e davvero sentito”.
Fra i cantanti anche l’attaccante Sergio Floccari, amico di lunga data di Don Fiscer: “Siamo stati felicissimi di partecipare a questo iniziativa. Ringrazio i miei compagni perché sono stati tutti pronti a partecipare con grande energia. Anche se siamo stati un po’ stonati spero che questo messaggio possa arrivare ai giovani perché appunto c’è in ballo la partita della vita che è davvero la più importante”. “Con la musica – ha commentato infine il produttore del cd Gregorio Mascaro – abbiamo creato un veicolo costruttivo che da un messaggio ai giovani. Vogliamo aiutare loro, ma anche la musica perché sarà possibile acquistare la canzone direttamente online tramite canali legali”.
I proventi ricavati dalla vendita del cd andranno interamente all’associazione Bandeko di Genova che, grazie al sacerdote genovese Don Andrea Parodi, si occupa della costruzione di un ospedale in Congo.

DICE DON FISCER: “Il Progetto Replay è un progetto musicale nato per sensibilizzare gli adolescenti e i giovani sul valore, il senso e l’unicità della vita che, come dice una delle nostre canzoni: “è una, replay non ne ha!”. Per cantarla abbiamo cercando interpreti molto speciali, quali i giocatori di calcio del Genoa e del Parma (e presto di altre squadre). Perché la parabola del calcio si presta bene come esempio per la vita (che vale più della Champions League) e allo stesso tempo perché è bello e arricchente coinvolgere personaggi che hanno un ruolo importante nella nostra società, voci che trovano eco e risalto nei tifosi, negli sportivi, nei giovani. Con il linguaggio che poi è il loro, quello della musica, il nostro sogno è aiutarli a prendere in mano la vita e a diventarne protagonisti. I ragazzi, per natura, hanno dentro questa capacità, questa forza, questo desiderio di distinguersi, di sognare in grande, di cambiare la storia, di scriverne qualche pagina nuova. Dobbiamo insegnargli a “leggersi dentro”, aiutarli a scoprire l’arte che possiedono, i pennelli e i colori che hanno a disposizione e fargli comprendere che, divertendosi, possono anche cambiare il modo e poi il mondo in cui vivono. Ma quando tutto questo non gli è reso possibile, i ragazzi cercano comunque un modo per svagarsi, divertirsi, distinguersi rischiando però, se lasciati soli, di distruggersi. Un po’ come succede a volte con gli impianti musicali, se si alza troppo il volume, si sfondano le casse, si sfonda tutto. La vita è una, non sfondarne le casse! Balla con la musica, non ballare con la tua vita. Dice proprio così un altro dei nostri pezzi che si intitola “Don’t dance with the life”. Il nostro progetto è proprio quello di coinvolgere più ragazzi possibili, nelle scuole, nelle piazze, per le strade e con la propria voce, con il proprio volto, le proprie idee provare a scrivere una colonna sonora per questo mondo così muto di valori. Quando si vede un film, anche fosse la scena più bella, senza musica cosa sarebbe? Coinvolgendo così i giovani e offrendo loro la possibilità di far parte di questa “orchestra” un po’ speciale… avremo forse più artisti veri e meno attori/comparse. Più persone e meno burattini.”

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Autore: Protosound

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